Andrea Pittini nacque a Gemona del Friuli (Ud) nel 1930. Ancora
giovanissimo, alla fine del secondo conflitto mondiale intraprese un’attività
di raccolta, recupero e commercio di rottami ferrosi per poi, nel 1955, allestire
una trafileria d’acciaio a Piovega, nel Gemonese. Nei primi anni Sessanta fu
tra i fondatori della zona industriale di Rivoli di Osoppo, dove per primo
produsse in Italia un’armatura metallica destinata a rivoluzionare il sistema
della prefabbricazione in cemento armato: il traliccio elettrosaldato.
Negli anni Settanta costituì le Ferriere Nord, la Società italiana
acciai trafilati (SIAT) e la Siderurgica monfalconese (SI.MO), la prima
acciaieria del gruppo, dando vita ad un polo integrato dell’acciaio che,
partendo dal rottame, arriva fino al prodotto finito e alle armature
elettrosaldate per l’edilizia. Nel 1975 a Osoppo fu installato il primo
laminatoio e costituite la Impianti industriali e la nuova acciaieria Sideros:
la società divenne una delle più moderne aziende siderurgiche europee, prima
nel settore delle armature elettrosaldate speciali.
Il sisma del maggio 1976 provocò gravi danni agli impianti, con
morti e feriti tra gli operai. Pittini riuscì a far ripartire immediatamente la
produzione per fabbricare i materiali edili necessari alla riedificazione del
Friuli. Con la San Giorgio Eurofer (San Giorgio di Nogaro) utilizzò le
demolizioni navali e ferroviarie come bacino fornitore di materia prima per la
rinata acciaieria di Osoppo.
Tra le cariche ricoperte,
Pittini fu anche presidente dell'Associazione Industriali di Udine, di
Confindustria Friuli Venezia Giulia e della Federazione Italiana delle
Industrie Siderurgiche Associate. In sede comunitaria fu membro del Comitato
Consultivo per l'Acciaio (CECA), mentre nel 1979 venne insignito del titolo di
Cavaliere del Lavoro e, nel 2002, della laurea “honoris causa” in Ingegneria
Meccanica dall’Università di Udine.