Resilienza
In La forza della terra
si è finora descritto l’impatto che i terremoti del 1976 ebbero sul territorio friulano,
la gestione dell’emergenza, la capacità di reazione della comunità di fronte alla
tragedia e alla distruzione provocate del sisma, l’organizzazione del processo
di ricostruzione e il suo completamento pressoché totale, perlomeno per
l’edilizia privata, nell’arco di dieci-dodici anni. É il momento di tracciare un bilancio complessivo
di questa straordinaria esperienza e la chiave attraverso cui si proverà a farlo
è il concetto di ‘resilienza’, che è entrato nell’uso comune per l’epidemia di
Covid-19 ma che ha in realtà una lunga storia scientifica.
In ingegneria per ‘resilienza’
si intende la capacità di un materiale di assorbire un urto, e la velocità con
cui torna alla forma originaria. Fatto proprio da altre scienze, il termine si
è arricchito di significati. Per ‘resilienza ecologica’ si intende, ad esempio,
la capacità di un ecosistema di assorbire disturbi anche significativi senza
cambiare il proprio stato o le proprie funzioni di base: più che sulla velocità
di ritorno alla normalità, l’attenzione è dunque posta su quanto cambiamento un
ecosistema possa tollerare prima di passare ad uno stato differente.
Con l’espressione ‘resilienza
sociale’ si è quindi iniziato a descrivere la capacità dei gruppi umani di far
fronte, adattarsi e riprendersi da perturbazioni di natura sociale, economica o
ambientale: così come la biodiversità accresce la resilienza degli ecosistemi, è
stato osservato, anche le diversità interne alle comunità rafforzano la
resilienza. Gli studiosi del territorio (economisti, geografi, urbanisti) hanno
infine iniziato a chiedersi in cosa consista la ‘resilienza territoriale’,
distinguendo tra la reazione iniziale allo shock, la capacità di ripresa, la
riorganizzazione o l’adattamento strutturale alla nuova realtà, il rinnovamento
di lungo periodo.
Dopo la crisi economica globale
degli anni Duemila e dopo la drammatica esperienza della pandemia, il concetto
di ‘resilienza’ si è sempre più caratterizzato non solo in termini di capacità
di resistere e reagire alle sfide, ma anche nella sua utilità di guidare la transizione
verso una dimensione di maggiore sostenibilità. Ed è forse questa l’accezione
che meglio si addice al caso del terremoto del 1976 in Friuli.