Dopo
aver frequentato la Scuola Sottufficiali di Artiglieria Alpina di Bra, in
Piemonte, Franco Bertagnolli prese parte alle campagne d’Africa Orientale e
alla Seconda Guerra Mondiale, sul fronte greco-albanese e occidentale in
Francia.
Tornato
alla vita civile, si dedicò professionalmente alla cantina di famiglia. Dal
1945 si impegnò all’Associazione Nazionale Alpini, prima nella sezione della
sua città, Trento, quindi, dal 1959, come consigliere nazionale, dal 1965 come
vicepresidente e infine, nel 1972, sostituì Ugo Merlini alla guida dell’ANA.
Bertagnolli
è ricordato soprattutto per le operazioni di soccorso a favore del Friuli
terremotato all’indomani della scossa del 6 maggio. Furono infatti circa 15
mila gli alpini volontari mobilitati in regione, 11 i cantieri di lavoro istituiti
e gestiti direttamente dall’Associazione. Nel 1977 il Congresso degli Stati
Uniti d’America gli affidò la gestione dei fondi, ammontanti a oltre 50
miliardi di lire, stanziati dall’Agency for International Development (AID) per
la ricostruzione del Friuli.
Per
l’impegno profuso fu nominato nel 1977 dal Presidente della Repubblica Giovanni
Leone Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana,
mentre nel maggio 1979 papa Giovanni Paolo II gli conferì, in quanto ‘difensore
della pace’, l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di San
Gregorio Magno.
C.
Margonari (a cura di), Alpini, una famiglia!, Trento, Manfrini 1983; R.
Gallinari (a cura di), Discorsi e messaggi del Presidente della Repubblica
Alessandro Pertini, Roma, Bulzoni 2009.