Arnaldo Baracetti nacque a Rivolto (Ud) e
sedicenne, nel 1947, si iscrisse alla federazione giovanile del Partito
Comunista Italiano, per poi entrare nel 1964 a far parte del consiglio comunale
di Latisana. Divenne poi consigliere nella Provincia di Udine, segretario
provinciale del PCI e consigliere regionale per una legislatura e mezza, fino a
quando nel 1976 fu eletto alla Camera dei deputati dove operò per tre
legislature, dal luglio del 1976 al luglio del 1987. Durante la VII legislatura
ricoprì il ruolo di segretario della Commissione Difesa e, dall’ottobre del
1976 al giugno del 1979, fu prima membro e quindi vicepresidente della
Commissione speciale incaricata, in sede referente, del progetto di legge per
la ricostruzione delle zone terremotate del Friuli Venezia Giulia.
Fu uno dei politici friulani che più si
spesero per l’approvazione delle leggi sulla ricostruzione, tra queste la
546/1977 che, oltre ai finanziamenti necessari alla rinascita del Friuli, con
l’articolo 26 da lui elaborato assieme a Gino di Caporiacco, istituì
l’Università di Udine. Nella stessa legislatura, nel 1978, assieme a Mario
Lizzero e altri presentò una proposta di legge per la valorizzazione della
lingua e la cultura friulana, che vedrà applicazione vent’anni dopo con
l’approvazione della legge 482/1999. Si batté sempre per il riconoscimento e la
tutela delle ‘minoranze linguistiche’.
Negli anni Novanta fu uno dei
protagonisti del movimento autonomista friulano e nel 2006 fu tra i fondatori
del ‘Comitato per l’autonomia e il rilancio del Friuli’.